Quando la pratica diventa cura

Quando la pratica diventa cura

QUANDO LA PRATICA DIVENTA CURA

Siamo nell’incertezza.

Il periodo che abbiamo alle spalle ci ha improvvisamente destabilizzato e molti di noi non hanno più le stesse abitudini di prima. Per qualcuno il cambiamento ha rappresentato un’opportunità, per altri invece un ostacolo, per altri ancora perdita e disagio.
Provando a guardare il lato positivo di questa vicenda, tutti siamo stati chiamati a fare i conti con la nostra vita, a distinguere le cose importanti da quelle superflue, a vivere il tempo presente e immaginare un futuro con meno aspettative.
Nei mesi scorsi non si poteva fare altrimenti.
Ma oggi, nonostante le variabili e le incognite ancora persistenti nel mondo intero, possiamo scegliere di riprogettare noi stessi.


Il lockdown ha generato effetti traumatici sugli aspetti pratici della vita, ma soprattutto ha inciso nella nostra sfera psicologica e mentale. Ne ha risentito il corpo, a tutti i livelli, e ne ha risentito la mente.
Le nostre relazioni con gli altri hanno sofferto e per molte persone l’isolamento e la solitudine hanno generato segnali da stress post-traumatico, quali disturbi emotivi, depressione, disturbi dell’umore, irritabilità e insonnia.

E ora dobbiamo prenderci cura di noi stessi e lo Yoga (unito ai principi dell’Ayurveda, la scienza medica indiana) può essere un utile strumento. Perché lo Yoga ci spiega come migliorare l’equilibrio e la lucidità mentale e l’Ayurveda ci suggerisce terapie e rimedi per il corpo e la nostra psiche.

I tre Guna

Il principio alla base del sistema Yoga-Ayurveda è il modello dei tre guna.
I tre guna sono sattva, rajas e tamas.

“Si dice che la nostra mente è in uno stato di sattva quando proviamo soddisfazione, quiete e lucidità mentale. (…) Sattva non esprime un senso di tripudio ma la sensazione di contentezza e completezza che deriva da una mente tranquilla. Minore è il senso di fluttuazione mentale percepito, maggiore sarà la profondità della completezza e contentezza provate. (…) Rajas è uno stato mentale nel quale siamo spinti all’azione dal desiderio o dalla ripulsione. (…) Se possediamo le capacità e le conoscenze necessarie, e se le circostanze ci sono favorevoli, riusciremo a ottenere ciò che desideriamo o allontanare ciò che per cui proviamo repulsione. (…) Ma non sempre abbiamo la conoscenza e le capacità necessarie per avere successo, e le circostanze non ci sono sempre favorevoli. Per ciò potremmo trovarci ad affrontare una situazione in cui non sappiamo con chiarezza cosa fare per soddisfare il nostro desiderio. O ridurre la nostra infelicità. Questo stato in cui difettiamo di lucidità mentale è uno stato di tamas” (A.G.Mohan – Indra Mohan, Terapia Yoga. Guida all’uso terapeutico dello Yoga e dell’Ayurveda, Mediterranee Edizioni, Roma 2007).

I guna sono sempre tutti presenti nella nostra mente e variano di intensità, a seconda di quello che ci accade e come reagiamo davanti agli eventi.
Il nostro stato mentale naturale è sattva. Che non significa altro che agire in maniera calma e consapevole e abbandonare il risultato delle nostre azioni. Lo stato di sattva consente di percepire quella tranquillità e stabilità mentale che non viene compromessa dall’interazione con gli oggetti, le persone o gli eventi esterni.

“Lo Yoga e l’Ayurveda ci insegnano che è attraverso l’impegno intenso e continuativo che è possibile dar luogo a quei cambiamenti duraturi nel nostro stato mentale che ci guideranno verso uno stato di maggior appagamento (sattva)” (A.G.Mohan – Indra Mohan, Terapia Yoga. Guida all’uso terapeutico dello Yoga e dell’Ayurveda, Mediterranee Edizioni, Roma 2007) .
Quindi abbiamo la possibilità di prenderci cura di noi e migliorarci, attraverso la pratica dello Yoga costante e idonea a ognuno di noi.

Per questo, in qualità di insegnante yoga e yoga terapista, mi interessa utilizzare i principi dello Yoga Therapy – che può essere definito come l’applicazione dello Yoga al singolo individuo per incoraggiare e acquisire un maggior benessere a tutti i livelli.

Ciò che mi caratterizza è proprio un approccio terapeutico alla pratica dello Yoga, nelle sue diverse forme e attraverso i suoi numerosi strumenti. Perché credo nel suo valore di profonda trasformazione laddove si riescano a individuare i canali migliori per l’unicità che è propria di ognuno di noi. Per questo prediligo cura e attenzione all’individualità e alle sessioni personalizzate per i propri bisogni (siano essi di natura fisica, emotiva, mentale).
Davanti a caratteri diversi, intenzioni diverse e corpi diversi non ho mai potuto esimermi dal fornire indicazioni specifiche ai singoli soggetti e ora, più di prima, voglio lasciare che la mia indole empatica e il mio intuito incontrino la necessità individuale.

 

Ogni persona è un essere unico e di fatto, preso di per se stesso,

la più grande opera d’arte di tutti i tempi

(Thomas Bernhard)